L’inizio degli anni ’80 è stato davvero un grande successo per Vasco Rossi e il seguito di pubblico a tutti i suoi concerti viene immortalato per sempre all’interno del disco dal vivo “Va bene, va bene così” del 1984. All’interno del disco è presente un nuovo lento dall’atmosfera incredibile e otto canzoni che rappresentano nel migliore dei modi la parte iniziale della carriera di Vasco Rossi. Non manca una grande passione sia da parte del frontman che del suo gruppo. Il risultato è un lavoro hard-rock davvero impressionante, dove le urla di Vasco sono il motivo trascinante.

Quest’anno però segna anche l’inizio di alcune crepe nella vita della giovane star, in particolare il suo arresto per possesso di stupefacenti che fa pensare come la rockstar si sia forse spinta troppo oltre per l’Italia di quel tempo. È il momento nel quale Vasco Rossi decide per la prima volta di ripulire il suo fisico, e la sua immagine, dato che vive in Italia non è poi così semplice vestire i ruoli del trasandato nel Bel Paese. A questo si aggiunge il fatto che 22 giorni di prigione non giovano alla salute di nessuno.

La nuova vita di Vasco Rossi

Nel 1985 esce “Cosa succede in città” e lo stile di Vasco cambia completamente passando verso un’impronta pop-rock con l’intento di scalare posizioni in classifica. Non mancano acustiche funk accentuate e alcune ballate in pieno vecchio stile Vasco Rossi, i testi sono ironici e allo stesso tempo divertiti, forse per l’ultima volta. Il capolavoro del disco è probabilmente “Ti taglio la gola”, l’album è di facile ascolto ma iniziano a sfumare la grinta e la scorrettezza che hanno caratterizzato questo personaggio.

Nel 1987 c’è la conferma questa inevitabile tendenza con l’album “C’è chi dice no”. Vasco Rossi “invecchia” e iniziano le narrazioni introspettive come per esempio “Vivere una favola”, ora è il momento di alcune canzoni cupe, pessimiste caratterizzate da atmosfere generate da suoni di tastiera che spadroneggiano all’interno del nuovo universo musicale di Vasco Rossi. Il passato musicale da star del rock è lasciato per sempre alle spalle. Ora Vasco è divenuto un cantautore riflessivo e in parte introverso, parla di mali oscuri non meglio identificabili e il sarcasmo e il divertimento restano quasi al di fuori del disco.

Il 1989 segna il momento di “Liberi liberi”, per molti il peggior disco di Vasco Rossi fino a quel momento. Le uniche canzoni che si possono salvare sono “Tango della gelosia” e “Dillo alla luna”, il resto del disco è caratterizzato da canzoni da classifica e poca genuinità. Inizia però un vero e proprio fenomeno pop, e nel 1990 inizia un tour che riempie di stadi di mezza Italia. I vecchi appassionati del rocker di Reggio Emilia sono ora in compagnia di una nuova generazione. La fama e il successo sono solo l’inevitabile conseguenza, così come la documentazione di questo successo all’interno di “Fronte del palco”, un’imitazione opaca del precedente live “Va bene va bene così”.

Una pausa per riprendere con grinta?

Una piccola pausa fa attendere gli appassionati fino al 1993 con il disco “Gli spari sopra”. Il musicista cerca di ringiovanire un’immagine ormai datata, ma il suo look improbabile da motociclista rock completo di bandana e occhiali da sole lascia alcune perplessità. L’aspetto musicale è però interessante, in particolare alcune canzoni che identificano il suo secondo periodo artistico, “Vivere” e “L’uomo che hai di fronte” sono ottimi ritratti del nuovo Vasco, così come nuove sonorità che interessano un pubblico più vasto.