“Gli spari sopra” è però l’ultimo ruggito di Vasco Rossi, nel 1996 esce “Nessun pericolo per te”, un disco senza anima e dal successo limitato. Il 1998 vede l’uscita di “Canzoni per me”, un disco senza capo né coda che inizia ad apparire irritante per gli appassionati. Il 2001 vede l’uscita di “Stupido hotel” e il 2004 è l’anno di “Buoni o cattivi”. Entrambi davvero inascoltati.

È arrivato il momento di celebrazioni e live di ogni tipologia, le folle oceaniche che si accalcano ai concerti di Vasco Rossi identificano perfettamente l’Italia di quel periodo. I suoi palchi sono stadi e autodromi, dove questo intrattenitore che ha ormai raggiunto la mezza età ha sicuramente meno energia e meno valore intellettuale dei suoi contraltari contemporanei. Resta il fatto che è tuttora considerato l’incarnazione perfetta del rock di massa in Italia.

Arrivando al 2008 è il momento del disco “Il mondo che vorrei”, lavoro caratterizzato da svariati inediti destinati alle masse. Gli arrangiamenti musicali non sono più sorprendenti, e a volte appaiono banali e pacchiani. Segue l’onda delle star americane che cercano di riciclarsi per apparire più giovani e attrarre le nuove generazioni. Risultato totalmente non riuscito. Gli appassionati continuano comunque a seguire Vasco Rossi e lui si adatta ai tempi per vendere dischi, magliette e sentire ancora folle smisurate intonare i suoi inni da stadio.

Ora le sue canzoni sono pura melodia, un po’ di orchestra e dei ritornelli attraenti e facili da ripetere. Vasco Rossi è diventato pop e segue quello che il pubblico gli richiede. Ogni tre o quattro anni escono inediti che gli appassionati sembrano apprezzare particolarmente. Tutto quello che viene venduto con il nome di Vasco Rossi raggiunge un grande successo. Continua ad essere l’unica pop/rock star italiana.

Vasco Rossi è divenuto un fenomeno di massa

Il suo talento melodico gli permette di creare canzoni destinate a prodotti commerciali, pubblicità e appassionati che non smetteranno mai di ascoltarlo, qualsiasi cosa produca. L’anima del commercio ha superato la tua anima da rockstar. La sua dichiarazione “Mi dimetto da rockstar” fa il giro dell’Italia e allo stesso tempo gli permette di continuare a riempire uno stadio dietro l’altro, un concerto dopo l’altro. Resta un’icona popolare italiana, ormai orecchiabile e ascoltato da varie generazioni alla radio, per strada e ovviamente nei suoi molteplici concerti. Ritornelli semplici, melodie ascoltabili, tutto quello che può adattarsi a un operaio, un adolescente, un professionista, un impiegato di banca. Tutti sono in grado di capire e apprezzare quello che Vasco Rossi riesce ora a trasmettere attraverso la sua musica popolare propinata alle masse.

Un grassottello cantautore calvo e paffutello, nazional-popolare, ma allo stesso tempo un rocker, un alternativo fuori dal sistema, e un vero e proprio ribelle? Un trasandato che può piacere ad una mamma, a una nonna e nello stesso tempo ai nuovi giovani “alternativi”. Insomma, la pecora nera della famiglia, che tutti amano.

Il 2011 vede l’uscita dell’ennesimo disco di inediti, “Vivere o niente”. Un prodotto senza alti ne bassi. Insomma, il nuovo Vasco.